Quando ci si relaziona con il mondo animale il linguaggio che si attiva è quello NON VERBALE, quello EMOZIONALE-RELAZIONALE: alla base della pet-therapy c’è proprio il riattivare nelle relazioni il mondo delle emozioni come creatore di benessere personale. Il cavallo offre la possibilità all’uomo, viste le grandi dimensioni, di fare un’esperienza di auto-conoscenza nel “qui ed ora” e quindi un’esperienza di vita: si configura come mediatore corporeo, diventando un canale tramite il quale l’uomo si confronta con il suo stesso corpo.
Nell’ippoterapia, come per altre attività formative, non solo si dà pari dignità all’emozione nella relazione con il razionale, ma si considera questa sfera come la risorsa principale per creare condizioni di sviluppo e/o cambiamento. Sono gli affetti che sostengono e creano il senso degli eventi, e non quello della ragione. Quando i due sistemi, emozionale e razionale, sono in contrasto, vince sempre quello degli affetti: essi possono essere considerati come due poli opposti non simmetrici (uno contro l’altro) ma complementari (l’uno sostiene l’altro), e vanno utilizzati entrambi.
Quando si parla di emozione e di EMPATIA ci si riferisce alle esperienze quotidiane che permettono di percepire l’esistenza dell’altro e di “comprenderne” la personalità, le motivazioni che lo spingono ad agire, e quindi di entrare in un rapporto di scambio, di comunicazione. Le EMOZIONI sono l’espressione affettiva del presente, del “qui e ora”, sono l’espressione affettiva specifica per quell’esperienza, il risultato di esperienze precedenti, la sintesi operativa affettiva della relazione dialogica tra il razionale e l’emozionale delle nostre precedenti esperienze. E queste emozioni possono essere a prevalenza di sentimenti (espressioni affettive verso gli altri) oppure a prevalenza di stati d’animo (espressioni affettive verso noi stessi). Le emozioni sono improvvise, di breve durata, mentre gli stati d’animo e i sentimenti durano più a lungo.
In base alla terapia effettuata con questo animale, l'esperienza del soggetto si intensifica, ed è fortemente orientata allo sviluppo emozionale nella relazione con il cavallo. Dal momento che la terapia psicomotoria si basa su tecniche di comunicazione non verbale che favoriscono l’espressione del corpo, e che si cerca in questo modo di migliorare la sua interazione con le attività mentali ed affettive, la riabilitazione equestre si colloca perfettamente in questa modalità riabilitativa essendo un metodo terapeutico globale e nello stesso tempo analitico. L’individuo portatore di handicap è chiamato a diventare il protagonista, il soggetto attivo del proprio progetto, mentre il terapista gli fornisce gli stimoli per un più corretto utilizzo e integrazione della “parte sana” del soggetto. Il montare a cavallo implica un aspetto relazionale e affettivo molto importante che stimola il soggetto a livello emotivo ed espressivo, mentre a livello motorio è sollecitato dal punto di vista del tono, dell’equilibrio e della coordinazione generale. Il disabile non è più considerato come un «essere da assistere e curare» ma come un soggetto da «recuperare» nelle sue potenzialità e capacità residue.
Nelle attività riabilitative la relazione che si crea più frequentemente è quella di tipo DIADICO, ma nella riabilitazione equestre si passa ad una relazione TRIADICA, che vede protagonisti il paziente, il cavallo e il terapeuta. Il cavallo viene inserito nella relazione tra paziente e terapeuta come «mediatore vivente», che rappresenta un elemento affettivo, di stimolo, in grado di trasmettere emozioni, gratificazioni, frustrazioni, si offre come amico e come aiuto senza tuttavia imporsi al paziente. Il terapista ha un ruolo molto importante nei casi in cui i comportamenti dell’animale risultino incomprensibili al paziente, che sarà di conseguenza disorientato e in difficoltà. Inoltre il terapista dovrà “non agire”, cioè non interferire, proponendosi piuttosto come rinforzo o interprete nella relazione tra i due: non deve agire in prima persona ma al suo posto deve far agire il cavallo, o meglio, il rapporto uomo-cavallo.